<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Lollove</title>
	<atom:link href="http://www.lollove.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lollove.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Jun 2013 09:41:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Il Festival delle Terre 2013 in un evento di anteprima</title>
		<link>http://www.lollove.com/2013/06/il-festival-delle-terre-2013-in-un-evento-di-anteprima/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-festival-delle-terre-2013-in-un-evento-di-anteprima</link>
		<comments>http://www.lollove.com/2013/06/il-festival-delle-terre-2013-in-un-evento-di-anteprima/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 09:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lollove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Lollove]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Crocevia]]></category>
		<category><![CDATA[Festival delle Terre]]></category>
		<category><![CDATA[hostel marina]]></category>
		<category><![CDATA[quartiere la marina]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Stealing from the poor]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Muscas]]></category>
		<category><![CDATA[Yorgos Avgeropoulos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lollove.com/?p=3103</guid>
		<description><![CDATA[Il Festival delle terre 2013 in un evento di anteprima: a Cagliari, venerdì 21 giugno dalle 19:30 presso l&#8217;Ostello della Marina, con la presentazione della II edizione sarda del Festival e la proiezione di uno dei lavori premiati nella capitale, sulle conseguenze della pesca invasiva. A seguire, apericena di raccolta fondi. di Redazione Lollove Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Festival delle terre 2013 in un evento di anteprima: a Cagliari, venerdì 21 giugno dalle 19:30 presso l&#8217;Ostello della Marina, con la presentazione della II edizione sarda del Festival e la proiezione di uno dei lavori premiati nella capitale, sulle conseguenze della pesca invasiva. A seguire, apericena di raccolta fondi.</strong></p>
<p><strong><em>di Redazione Lollove</em></strong></p>
<p>Come ci era stato promesso lo scorso anno a fronte della prima e fortunata edizione sarda del <a href="http://www.festivaldelleterre.it" target="_blank">Festival delle Terre</a>, premio internazionale audiovisivo della biodiversità, la rassegna torna anche quest&#8217;anno sull&#8217;isola portandoci, stavolta, dei contenuti speciali che riguardano la Sardegna molto da vicino.</p>
<p>Il Festival, che si svolgerà durante le tre serate del 12-13-14 luglio nella consueta cornice di Villa Muscas a Cagliari  – e di cui a brevissimo condivideremo coi lettori di Lollove Mag tutti i dettagli &#8211; , è preceduto da un evento di anteprima che si terrà il prossimo venerdì 21 giugno, presso <strong>l&#8217;Hostel Marina</strong>, <strong>Scalette San Sepolcro 2</strong>.</p>
<p>Dalle <strong>ore 19:30</strong> il pubblico è invitato ad assistere ad una breve presentazione dell&#8217;evento, seguita alle 20:00 dalla proiezione di uno dei lavori premiati nel corso della X edizione romana del Festival, tenutasi a maggio scorso nella capitale. Ad anticipare lo spirito della rassegna sarà il documentario “Stealing from the poor”, del regista Yorgos Avgeropoulos (Grecia 2011), 55&#8242;, che testimonia le conseguenze della pesca intensiva e il fenomeno, quanto mai emergente, della pesca illegale.</p>
<p>Al termine della proiezione, nella stessa location, verrà servito l&#8217;apericena di raccolta fondi, il cui ricavato andrà a sostenere i costi di produzione del Festival e delle sue iniziative nel capoluogo. Per l&#8217;occasione, il team invita sostenitori e amici della rassegna a partecipare attivamente e contribuire all&#8217;organizzazione della serata con la preparazione di qualche pietanza (per chi volesse mettersi in contatto con gli organizzatori: <strong>sardegna@croceviaterra.it</strong>).</p>
<p>Lollove, per il secondo anno media partner dell&#8217;evento, pubblicherà a breve la programmazione completa delle tre giornate della rassegna, oltre che storie, interviste e contenuti inediti dalla seconda edizione sarda del Festival delle Terre.</p>
<p>Per maggiori dettagli, ecco il <strong><a href="https://www.facebook.com/events/364836380283157/?fref=ts" target="_blank">link</a></strong> alla pagina Facebook dell&#8217;evento</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lollove.com/2013/06/il-festival-delle-terre-2013-in-un-evento-di-anteprima/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Trigu, arte contemporanea, design e architettura germogliano tra i ciottoli di Cagliari antica</title>
		<link>http://www.lollove.com/2013/06/trigu-arte-contemporanea-design-e-architettura-germogliano-tra-i-ciottoli-di-cagliari-antica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=trigu-arte-contemporanea-design-e-architettura-germogliano-tra-i-ciottoli-di-cagliari-antica</link>
		<comments>http://www.lollove.com/2013/06/trigu-arte-contemporanea-design-e-architettura-germogliano-tra-i-ciottoli-di-cagliari-antica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 09:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lollove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Lollove]]></category>
		<category><![CDATA[Anarcogastronauticijic]]></category>
		<category><![CDATA[botteghe artigiane]]></category>
		<category><![CDATA[Castello]]></category>
		<category><![CDATA[coworking]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Keep Up The Good Work]]></category>
		<category><![CDATA[Libarium]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Peri]]></category>
		<category><![CDATA[Montmartre]]></category>
		<category><![CDATA[Narcisa Monni]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Caredda]]></category>
		<category><![CDATA[ONDE ROD]]></category>
		<category><![CDATA[Robots]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Torre dell'Elefante]]></category>
		<category><![CDATA[Trigu]]></category>
		<category><![CDATA[Via corte d'appello]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Pattusi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lollove.com/?p=3086</guid>
		<description><![CDATA[Trigu è un esperimento di coworking nel cuore antico di Cagliari: in sei &#8211; tra artisti, architetti e designer &#8211; condividono un laboratorio di lavoro e uno spazio aperto di confronto sull&#8217;arte. Raccontiamo la nascita del progetto, lo spazio e le sue iniziative in una chiacchierata coi ragazzi. di Carlotta Comparetti Sembra stia accadendo qualcosa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trigu è un esperimento di coworking nel cuore antico di Cagliari: in sei &#8211; tra artisti, architetti e designer &#8211; condividono un laboratorio di lavoro e uno spazio aperto di confronto sull&#8217;arte. Raccontiamo la nascita del progetto, lo spazio e le sue iniziative in una chiacchierata coi ragazzi.</strong></p>
<p><strong><em>di Carlotta Comparetti</em></strong></p>
<p>Sembra stia accadendo qualcosa, da un po&#8217; di tempo a questa parte, nel quartiere di Castello a Cagliari. Accanto alle storiche botteghe artigiane di falegnami, sarti, barbieri e calzolai, incastonati tra le mura della città vecchia che odorano di pietra umida, stanno via via nascendo piccoli laboratori d&#8217;arte supercontemporanei. Architetti, fotografi, designer, ceramisti, pittori e molti altri giovani artisti sembrano aver scelto il quartiere più antico della città come base operativa, facendone il proprio spazio di coworking.<br />
Una di queste realtà pittoresche è Trigu, un laboratorio d&#8217;arte, o meglio di più arti, che si incontra percorrendo la via Corte d&#8217;Appello dalla Torre dell&#8217;Elefante, appena prima che l&#8217;ombra della via, tagliata da raggi di sole rarissimi, si apra sulle scalette del Libarium.</p>
<p>“Castello perché ha un po&#8217; un&#8217;anima da Montmartre,” spiegano i ragazzi di Trigu, che motivano la scelta della location con la volontà di affiancare, alle manualità tradizionali del quartiere, altre nuove e contemporanee, senza però che venga meno la relazione forte con l&#8217;umanità circostante, il “posto” e i suoi abitanti. Questa impostazione è fortemente riflessa nel nome, Trigu, che in sardo significa “grano”, e nella cultura tradizionale è simbolo di fertilità e, insieme, di collettività. Due tra i valori fondanti di questo progetto, che ha preso forma dall&#8217;unione di <em>savoir faire</em> diversi ma complementari, nella prospettiva di dar vita a qualcosa di “multidimensionale”, che sia qualitativamente significativo e che produca un qualche ritorno per la collettività.</p>
<p>In linea con lo spirito collaborativo che lo contraddistingue, Trigu nasce come un esperimento a sei: tre compagni di studi ora architetti, Massimo Congiu, Claudia Castangia e Pierluigi Sanna, una avvocatessa originale che si diletta con tessuti e materiali di riciclo, Martina Naitana, una ceramista accogliente originaria di Nuoro, Vanna Seddone, e un&#8217;artista poliedrica come Silvia Locci. Ciascuno, all&#8217;interno del gruppo, sembra avere un ruolo ben definito ma “spontaneo”, che segue l&#8217;inclinazione naturale dei caratteri: c&#8217;è chi si occupa di mantenere l&#8217;ordine all&#8217;interno dello spazio, chi tiene i conti e chi è più spigliato nella comunicazione. Basta osservarli interagire tra loro per percepire la sintonia che caratterizza la squadra. L&#8217;approccio del condividere e “intessere relazioni” riguarda fortemente anche l&#8217;ambiente esterno: “Specie nelle realtà piccole – raccontano i ragazzi – è facile scontrarsi con una certa chiusura, come se ci fossero delle gelosie. Lo spirito di Trigu è opposto: è fare rete con altri progetti artistici attraverso reciproche collaborazioni, perché ne derivino contenuti più completi”.</p>
<p>“Anche se Trigu nasce anzututto come laboratorio – continuano – la struttura del locale ha fatto sì che si prestasse a diventare anche spazio espositivo”. Il primo dei due ambienti su cui Trigu si dispone, una sala di circa 40 mq sul livello della strada, è stato dedicato infatti ad ospitare mostre, allestimenti e contributi che vengono selezionati accuratamente con l&#8217;intento di valorizzare soprattutto progetti artistici di giovani sardi emergenti che spesso “Sono più conosciuti in Italia e all&#8217;estero che non a casa propria”. Perché ogni concetto, all&#8217;interno dello spazio, sia un po&#8217; anche un “messaggio”, la ricercatezza e la cura nella scelta delle proposte artistiche viene contestualizzata da altrettanto accurate scelte nell&#8217;allestimento della sala. Dove niente, infatti, è lasciato al caso. Ma ogni piccolo dettaglio pensato, progettato e letteralmente “ricavato” <em>ad hoc</em>: dall&#8217;illuminazione &#8211; che aguzzando la vista rivela barattoli di caffé verniciati e pannelli in tessuto – fino ai pezzi d&#8217;arredamento come panche e sedie, ottenute da semplici ritagli di legno che, all&#8217;occasione, diventano anche i sostegni per le opere da esporre. Al piano di sopra, a cui si accede tramite una scala di legno, ci sono le postazioni dei ragazzi. Varie scrivanie, qualche scaffale carico di oggetti e materiali riciclo, scatole di tessuti, una piccola collezione di letture di architettura e design, una macchina da cucire. Un letto, perfino. E sempre ben apparecchiato.</p>
<p>Fin dall&#8217;acquisizione dello spazio, avvenuta lo scorso febbraio, il gruppo ha costituito una omonima associazione culturale con l&#8217;intento di dare corpo e struttura al progetto e alle sue iniziative. Da allora, Trigu ha ospitato cinque eventi: dopo <strong><a href="https://www.facebook.com/events/569318913093373/" target="_blank">Robots</a></strong> &#8211; la mostra inaugurale che lo scorso aprile ha portato in rassegna le opere di Gabriele Montaldo, Carlotta Cortesi e Nicoletta Putzolu &#8211; hanno seguito due performance firmate <strong><a href="https://www.facebook.com/events/359976034104698/" target="_blank">Anarcogastronauticijic</a></strong>, il lungometraggio <strong><a href="https://www.facebook.com/events/129005220635887/" target="_blank">ONDE ROD</a></strong> di Mario Pischedda, fino al più recente evento <strong>“Keep Up The Good Work”</strong>: un percorso, a cura di Marco Peri, dedicato ad esplorare l&#8217;arte visiva contemporanea, attraverso le collezioni di tre artisti emergenti la cui produzione ha riscosso una certa attenzione all&#8217;estero. Dopo Vincenzo Pattusi, proprio questi giorni sarà la volta di <strong><a href="https://www.facebook.com/events/499372400136529/" target="_blank">Narcisa Monni</a></strong> (14-23 giugno), prima di chiudere il cerchio con Nicola Caredda (12-21 luglio).</p>
<p>Per saperne di più, ecco il <strong><a href="https://www.facebook.com/pages/Trigu/225407347605745?fref=ts" target="_blank">link</a></strong> alla pagina Facebook di Trigu</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lollove.com/2013/06/trigu-arte-contemporanea-design-e-architettura-germogliano-tra-i-ciottoli-di-cagliari-antica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;elettronica in bianco, nero e grigio di Ness</title>
		<link>http://www.lollove.com/2013/06/lelettronica-in-bianco-nero-e-grigio-di-ness/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lelettronica-in-bianco-nero-e-grigio-di-ness</link>
		<comments>http://www.lollove.com/2013/06/lelettronica-in-bianco-nero-e-grigio-di-ness/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 12:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lollove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lollove]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Ambient]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Prc]]></category>
		<category><![CDATA[Downtempo]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Gods Planet]]></category>
		<category><![CDATA[Ness]]></category>
		<category><![CDATA[On2Sides]]></category>
		<category><![CDATA[Sofia]]></category>
		<category><![CDATA[Sonar]]></category>
		<category><![CDATA[Techno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lollove.com/?p=3077</guid>
		<description><![CDATA[Ospite oggi del Sonar a Barcellona, Andrea Deplano in arte Ness è un producer cagliaritano che da qualche tempo vive a Sofia. A breve uscirà il disco di un suo progetto condiviso con Claudio Prc, The Gods Planet, che spazia dalla techno fino a lambire territori downtempo e ambient. di Rodolfo Calorio L&#8217;album dei Gods [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ospite oggi del Sonar a Barcellona, Andrea Deplano in arte Ness è un producer cagliaritano che da qualche tempo vive a Sofia. A breve uscirà il disco di un suo progetto condiviso con Claudio Prc, The Gods Planet, che spazia dalla techno fino a lambire territori downtempo e ambient.</strong></p>
<p><em><strong>di Rodolfo Calorio</strong></em></p>
<p><a href="https://soundcloud.com/thegodsplanet/thegodsplanet-lp1-on2sides">L&#8217;album dei Gods Planet</a> è una storia. La storia di Ness e Claudio PRC, una storia non troppo techno ma orientata su un down tempo ipnotico e tracce ambient, come nello stile del duo. Una storia, un viaggio, un percorso che apre col brano “Memories of a distant planet”, un tappeto elettronico che pare non abbia un inizio e una fine, un brano che galleggia per sei minuti e rotti per andare a chiudere in modo che si può definire spontaneo. Tutto l&#8217;album suona così, ed è questa la sua forza impressiva. Il picco si registra con la traccia numero 3, “Fight for existence”, che coincide anche col primo cambio di ritmica in un, appunto, risveglio spontaneo - dopo i primi due brani &#8211; dei producers cagliaritani.</p>
<p>Raggiungiamo <a href="https://soundcloud.com/ness">Andrea &#8216;Ness&#8217; Deplano</a> su Skype. Ness è un producer cagliaritano emigrato all&#8217;estero in cerca di nuove opportunità, idee, suggestioni ed esperienze. Attualmente vive a Sofia, in Bulgaria. A condurlo lì è stata una voglia fortissima di cambiare. Il tempo a Sofia, dice, non è poi così male e pare esser perfetto per produrre questo genere di sound. L&#8217;ispirazione dalle diverse tonalità di grigio del cielo bulgaro, dal bianco esotico – per noi sardi &#8211; della neve e dal nero delle notti europee.<br />
Ness oggi è ospite Sonar Festival di Barcellona, e dovrà adattarsi all&#8217;estate catalana. Sarà un&#8217;altra occasione per affinare la sua nuova tecnica di djing. Non più con vinile, ma con Traktor, in digitale, su quattro piste. Non più solo il miscelare tracce, ma il creare un suono diverso, non ripetibile, unico per chi c&#8217;è. Ed è mentre parliamo di tecnica del suono che irrompe, a sorpresa, Claudio PRC. I due attaccano a parlare di amici comuni, di etichette discografiche tedesche, del nuovo album di “Dusty Kid” che pare esser micidiale, di ipotesi di gig in Australia, Tokyo e Amsterdam.</p>
<p>La presenza di Claudio è quasi indecifrabile in questo lavoro, <em>anyway</em>. Non perché non sia consistente, ma perché i due <em>suonano</em> perfettamente all&#8217;unisono, in un incrocio di stili, attitudini e impianti immaginifici distinguibili solo nei brani “Space like this” (Claudio Prc) e “Runaway” (Ness). Scuro e avvolgente il primo, acido e potente il secondo.<br />
A detta del duo la vera gemma dell&#8217;album sarebbe il brano “Radio Universe”, la degna chiusura di un lavoro che oltre a suonare spontaneo, suona maturo, consapevole … caratterizzato. Ma non è il momento più alto del duo. Per quello, ascoltare la traccia numero tre.</p>
<p>Di Cagliari a Sofia, Ness porterebbe gli amici. Di Sofia a Cagliari porterebbe, e sembra impossibile ma vero, il clima.<br />
Si sa che la natura influisce sull&#8217;uomo e sulle sue azioni, e quindi anche sulla musica che esso produce e forse ha ragione Ness: “ … per dare il meglio di me ho bisogno di questo clima, di questi colori, di queste suggestioni&#8230;” a tinte grigie, bianche e nere.</p>
<p>L&#8217;album “LP1” sarà disponibile per l&#8217;etichetta cagliaritana “On2Sides”, in supporto music cassetta e in digitale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lollove.com/2013/06/lelettronica-in-bianco-nero-e-grigio-di-ness/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rumundu, in bici in giro per il mondo alla ricerca di storie sostenibili</title>
		<link>http://www.lollove.com/2013/06/rumundu-in-bici-in-giro-per-il-modo-alla-ricerca-di-storie-sostenibili/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=rumundu-in-bici-in-giro-per-il-modo-alla-ricerca-di-storie-sostenibili</link>
		<comments>http://www.lollove.com/2013/06/rumundu-in-bici-in-giro-per-il-modo-alla-ricerca-di-storie-sostenibili/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 14:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lollove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Lollove]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Rumundu]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Cucca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lollove.com/?p=3071</guid>
		<description><![CDATA[È iniziato sabato a Sorso il viaggio di Stefano Cucca, ex manager che ha lasciato il lavoro per dedicarsi al suo sogno: girare il mondo in bicicletta per un anno alla ricerca di storie di vita sostenibili. Rumundu è il nome del progetto e anche il contenitore che ospiterà quelle storie. di Andrea Tramonte Rumundu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È iniziato sabato a Sorso il viaggio di Stefano Cucca, ex manager che ha lasciato il lavoro per dedicarsi al suo sogno: girare il mondo in bicicletta per un anno alla ricerca di storie di vita sostenibili. Rumundu è il nome del progetto e anche il contenitore che ospiterà quelle storie.</strong></p>
<p><em><strong>di Andrea Tramonte</strong></em></p>
<p><a href="http://www.rumundu.com/">Rumundu </a>è un progetto che racchiude una storia da cui ne verranno generate molte altre. La prima è quella di un ragazzo di 34 anni di Sorso, Stefano Cucca, un ex manager e consulente aziendale che ha deciso di lasciare il suo lavoro per girare il mondo in bicicletta per un anno intero, raccontandone le tappe nel suo sito e nei social network. Le altre storie sono quelle che incontrerà e divulgherà nel corso del suo viaggio. Storie di vita sostenibile, dice, modelli alternativi a quelli della società dei consumi, esempi pratici di come sia possibile condurre una vita felice con pochissimo &#8211; cioè con l&#8217;essenziale, nella visione di Stefano. “Il mio sogno nella vita non è quello di diventare ricco, ma di vivere in una casa di legno a risparmio energetico, piccola, con un orto da coltivare. La nostra società è basata su un sistema che ha costi troppo elevati. Un sistema che ti incentiva a spendere quando in realtà non te lo puoi permettere”. È da questa esigenza che nasce Rumundu. Il progetto di un ragazzo che molla tutto e si mette in viaggio con una dotazione essenziale: bicicletta, pannello solare, tablet e smartphone, per cercare tracce di quelle alternative che vuole proporre come modello di vita &#8216;normale&#8217; attraverso la forza dei suoi racconti. “In realtà chi riesce a vivere in campagna non deve essere percepito come una persona estrema che ha fatto una scelta di vita alternativa: mi piacerebbe che si trattasse della normalità”. Il letto dove dormire sarà quello di una delle tante persone che gli hanno già offerto ospitalità durante il viaggio. Altrimenti una tenda e un sacco a pelo andranno benissimo. Il viaggio è iniziato sabato a Sorso e in questo momento Cucca prosegue con le sue tappe nell&#8217;Isola, prima di partire &#8216;in continente&#8217; per poi spostarsi nel nord Europa e in Islanda, e poi Canada, Stati Uniti, Giappone, Cina, Isole del Pacifico, Nuova Zelanda, Australia, Madagascar e Sud Africa, per fare infine ritorno in Italia passando dalle porte dell’Oriente. Tutto questo alla ricerca di eco villaggi, case ecologiche, piccole comunità, esperimenti solidali, paesaggi incontaminati.</p>
<p>L&#8217;embrione del progetto nasce nel dicembre del 2010 in Australia, dove Cucca era andato per partecipare all&#8217;Ironman, una specie di Triathlon molto più impegnativo. Fu in quell&#8217;occasione che iniziò a pensare a un contenitore di storie simili da raccogliere in giro per il mondo. Fu poi nel 2012 a San Francisco, durante la partecipazione alla Startup School della Fondazione Mind the Bridge che sviluppò definitivamente l&#8217;idea. E con essa quella di lasciare la sua azienda già avviata, consulenze e docenze. &#8220;Lasciare tutto era la precondizione senza la quale non avrei mai potuto avviare questo progetto&#8221;, racconta Stefano. &#8220;La mia storia non è quella di un manager che lascia tutto, sicurezze economiche incluse. E&#8217; quella di una persona che va alla ricerca di storie e che desidera condividerle. Che pensa che forse sarebbe meglio rallentare un po&#8217; e che vuole andare a vedere cosa fanno gli altri&#8221;. Il &#8216;rallentare&#8217; si lega bene al mezzo impiegato per il viaggio, la bicicletta, oltre ad essere una vecchia passione di Stefano. &#8220;Qualcun altro al posto mio avrebbe potuto farlo in autostop, l&#8217;importante è raccontare le storie. Anzi, mi piacerebbe che anche altri potessero collaborare e contribuire con le loro esperienze&#8221;.</p>
<p>Per riuscire a partire Stefano ha usato alcuni risparmi messi da parte nel corso delle sue esperienze lavorative. Alcune aziende gli hanno offerto dei servizi, ma ha detto no a diversi sponsor che non erano in linea con il progetto &#8211; ragione per cui non è riuscito a coprire l&#8217;intero budget. Però chi vuole sostenere il suo progetto può eventualmente donare qualcosa. &#8220;Tante persone si sono innamorate del progetto e si sono dette disponibili ad aiutarmi&#8221;. Del resto, non è poco fare 300 tappe e qualcosa come 30.ooo chilometri in un anno. Ma Cucca non ha mai messo in discussione l&#8217;idea di partire anche senza aver coperto tutte le spese.  “Perché nella vita&#8221;, dice, &#8220;non bisogna mai smettere di sognare”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lollove.com/2013/06/rumundu-in-bici-in-giro-per-il-modo-alla-ricerca-di-storie-sostenibili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Oggetti Singolari&#8221;, una mostra diffusa che &#8220;intreccia&#8221; design e artigianato</title>
		<link>http://www.lollove.com/2013/06/oggetti-singolari-una-mostra-diffusa-che-intreccia-design-e-artigianato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=oggetti-singolari-una-mostra-diffusa-che-intreccia-design-e-artigianato</link>
		<comments>http://www.lollove.com/2013/06/oggetti-singolari-una-mostra-diffusa-che-intreccia-design-e-artigianato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 10:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lollove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lollove]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Cocco]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato sardo]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Carolina Melis]]></category>
		<category><![CDATA[Catarina Martins]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Scarpitti]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Concept Store]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Vacca]]></category>
		<category><![CDATA[filo]]></category>
		<category><![CDATA[Geny Iorio]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Installazione]]></category>
		<category><![CDATA[il Villanova Cafè Bistrò]]></category>
		<category><![CDATA[Lanificio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Love retro]]></category>
		<category><![CDATA[l’Antica Orologeria Candido Operti]]></category>
		<category><![CDATA[L’Armadillo]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Mazza]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Cassan]]></category>
		<category><![CDATA[Mimamai]]></category>
		<category><![CDATA[Nahe Project]]></category>
		<category><![CDATA[radici]]></category>
		<category><![CDATA[Soha Sardinia]]></category>
		<category><![CDATA[Tessitura]]></category>
		<category><![CDATA[Val.dy]]></category>
		<category><![CDATA[Via Vincenzo Sulis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lollove.com/?p=3059</guid>
		<description><![CDATA[Nella ricerca di Federica Vacca, ingegnere e dottore di ricerca in design, gli &#8220;Oggetti singolari&#8221; sono &#8220;autentici racconti&#8221; all&#8217;interno di una narrazione che intreccia design, artigianato e tradizione. E sono, anche, il filo conduttore dell&#8217;omonima mostra, &#8220;diffusa&#8221; in dieci realtà della via Vincenzo Sulis a Cagliari, a partire dal 14 giugno. di Redazione Lollove Un oggetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nella ricerca di Federica Vacca, ingegnere e dottore di ricerca in design, gli &#8220;Oggetti singolari&#8221; sono &#8220;autentici racconti&#8221; all&#8217;interno di una narrazione che intreccia design, artigianato e tradizione. E sono, anche, il filo conduttore dell&#8217;omonima <a href="https://www.facebook.com/OggettiSingolari?fref=ts" target="_blank">mostra</a>, &#8220;diffusa&#8221; in dieci realtà della via Vincenzo Sulis a Cagliari, a partire dal 14 giugno.</strong></p>
<p><strong><em>di Redazione Lollove</em></strong></p>
<p>Un oggetto Singolare è un “oggetto della scoperta” da apprezzare nella sua individualità, la quale si manifesta attraverso il rapporto con la tradizione, con l&#8217;esperienza artigianale e, in una parola, con la cultura. Nella ricerca di Federica Vacca, ingegnere e dottore di ricerca in design al Politecnico di Milano, gli “oggetti singolari” diventano il punto di partenza per una narrazione “diffusa”, che è visiva e sensoriale, individuale e poi collettiva, com&#8217;è stata concepita <strong><a href="https://www.facebook.com/OggettiSingolari?fref=ts" target="_blank">la mostra</a></strong> a cui gli “Oggetti Singolari” hanno dato il nome.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/OggettiSingolari?fref=ts" target="_blank">La mostra degli Oggetti Singolari</a>, che verrà inaugurata <strong>venerdì 14 giugno alle 18:30</strong>, si sviluppa attraverso un “percorso a tappe” all&#8217;interno di uno dei ritrovi più contemporanei del centro storico di Cagliari, via Vincenzo Sulis. Si parte dall&#8217;omonima Libreria di Via Sulis, poiché sarà questa location ad ospitare il primo degli oggetti singolari ad essere presentato: un libro appunto, <em>Design sul filo della tradizione</em>, scritto dalla stessa Federica Vacca (di cui trattammo <a href="http://www.lollove.com/?s=design+sul+filo+della+tradizione" target="_blank">qui</a>), che fornisce la chiave di lettura portante di questa iniziativa: il design come filtro interpretativo ed elemento di connessione.</p>
<p>La narrazione, poi, si dispiega dinamicamente su e giù per la via, coinvolgendo anche L’Armadillo, Val.dy, Love Retrò, Catarina Martins, Donne Concept Store, l’Antica Orologeria Candido Operti, il Villanova Cafè Bistrò, Soha Sardinia e Mimamai. Ciascuna venue diventa cornice di “singolari” racconti attraverso una selezione di oggetti pensati e realizzati da designer sardi, italiani e internazionali, tra cui Annalisa Cocco, Gruppo di Installazione, Lanificio Leo, Carolina Melis, Matteo Cassan, Geny Iorio, Margherita Mazza, Nahe Project, Chiara Scarpitti.</p>
<p>L&#8217;Oggetto Singolare, ci tiene a precisare Federica, non vale a se stesso. Il suo valore deriva piuttosto dal sistema di relazioni che da quel particolare oggetto scaturiscono, relazioni che si propagano sul contesto, sul territorio, fra le persone. Ecco che l&#8217;intento della mostra diventa un percorso esplorativo, che vuole indagare il ruolo mutevole del design nel rapporto con l’artigianato, la tradizione, l’identità.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lollove.com/2013/06/oggetti-singolari-una-mostra-diffusa-che-intreccia-design-e-artigianato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LabCo, una fabbrica della creatività per Alghero</title>
		<link>http://www.lollove.com/2013/06/labco-una-fabbrica-della-creativita-per-alghero/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=labco-una-fabbrica-della-creativita-per-alghero</link>
		<comments>http://www.lollove.com/2013/06/labco-una-fabbrica-della-creativita-per-alghero/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 13:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lollove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Lollove]]></category>
		<category><![CDATA[Alghero]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia industriale]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Culturability]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Cotonificio]]></category>
		<category><![CDATA[Fabbrica della creatività]]></category>
		<category><![CDATA[LabCo]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lollove.com/?p=3053</guid>
		<description><![CDATA[LabCo è il progetto proposto da un gruppo di ragazzi algheresi tra i 24 e i 32 anni per la riqualificazione dell&#8217;Ex Cotonificio nel quartiere di S.Agostino. Una fabbrica della creatività aperta ad artisti, architetti e designer dove mettere in circolo idee e progetti. In attesa che la situazione dell&#8217;edificio abbandonato finalmente si sblocchi.  di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LabCo è il progetto proposto da un gruppo di ragazzi algheresi tra i 24 e i 32 anni per la riqualificazione dell&#8217;Ex Cotonificio nel quartiere di S.Agostino. Una fabbrica della creatività aperta ad artisti, architetti e designer dove mettere in circolo idee e progetti. In attesa che la situazione dell&#8217;edificio abbandonato finalmente si sblocchi. </strong></p>
<p><em><strong>di Andrea Tramonte</strong></em></p>
<p>L&#8217;ex cotonificio di Alghero è un edificio praticamente dismesso situato nel cuore del quartiere di S.Agostino. Uno spazio abbandonato per il quale un gruppo di ragazzi tra i 24 e i 32 anni ha elaborato un progetto di riqualificazione dell&#8217;edificio, con l&#8217;idea di trasformarlo in un luogo di produzione culturale per la città, una fabbrica della creatività aperta ad artisti, architetti, designer e creativi che possano avere uno spazio dove portare avanti idee e progetti. Confrontandosi, condividendo, se il caso anche collaborando. Il progetto per ora è solo sulla carta. È stato elaborato, <a href="http://issuu.com/lab_co_alghero/docs/quaderno_01">messo in rete</a> e si basa su alcune linee guida da approfondire in seguito offrendo soluzioni concrete – economiche e progettuali – qualora finalmente si sbloccasse la situazione del cotonificio, un bene di archeologia industriale di proprietà della Regione che sarebbe dovuto passare in mano al Comune. Ma per ristrutturarlo ci vorrebbero delle risorse che al momento non si prevede di destinare a quello spazio.</p>
<p><a href="http://labcoalghero.wordpress.com/">Il progetto LabCo</a> è stato elaborato da un gruppo di ragazzi laureati o laureandi nel campo dell&#8217;architettura, della comunicazione e delle arti visive. Si tratta di Marta Pettinau, Rosaria Agueci, Antonello Ragnedda, Marco Altea, Sara Pettinau e Federica Altea. Il gruppo è nato in modo informale, una domenica pomeriggio, quando i ragazzi si sono incontrati per buttare giù le prime idee per lo spazio. “Volevamo fare qualcosa per la nostra città: ad Alghero ci sono molte carenze sotto questo profilo e mancano gli spazi culturali. L&#8217;ex cotonificio ha sempre stimolato la fantasia di tanti. Così abbiamo iniziato a lavorare all&#8217;idea della fabbrica della creatività, con un progetto che avremmo voluto presentare al Comune l&#8217;anno scorso, ma non c&#8217;è stata occasione”. Anche perché poi le esigenze lavorative hanno spinto alcuni di loro a lasciare l&#8217;isola. Quattro ragazzi del gruppo di LabCo attualmente vivono ad Istanbul, una a Pisa e solo una di loro è ancora ad Alghero. “Abbiamo deciso di riprendere in mano il progetto ugualmente e di continuare a portarlo avanti a distanza. Moltissimi ragazzi sardi si sentono obbligati a partire per poter lavorare. Alcuni di noi ci stanno provando a Istanbul, però l&#8217;idea è quella di tornare, prima o poi. Cerchiamo di costruire qualcosa per la nostra terra anche a distanza. Nonostante sia un po&#8217; faticoso avere la testa un po&#8217; là e un po&#8217; qui, riusciamo sempre a ritagliare del tempo per il progetto”.</p>
<p>Durante l&#8217;intervista su Skype si sentono i rumori delle manifestazioni di questi giorni di Istanbul che arrivano dalle strade. “Viviamo tra piazza Taksim e Beşiktaş, a cento metri dall&#8217;una e dall&#8217;altra. Da noi la situazione è tranquilla ma basta fare due passi e si giunge proprio al cuore delle proteste”. La testa però in questo momento è rivolta ad Alghero, dove – dicono i ragazzi – le cose nell&#8217;ultimo periodo sono un po&#8217; peggiorate. Da tempo la città si sta trasformando e non è più solo una cittadina turistica dove trascorrere l&#8217;estate nelle case per le vacanze. &#8220;C&#8217;è una facoltà di architettura e design, c&#8217;è l&#8217;istituto d&#8217;arte. La vita universitaria è più intensa e ci sono numerose persone interessate ad arte e design, ma in città non ci sono delle situazioni che consentano di avvicinarsi a quel mondo, ad eccezione dell&#8217;università. Non siamo gli unici ad aver percepito l&#8217;esistenza di questo problema. C&#8217;è una necessità vera”. Una necessità che si percepisce un po&#8217; in tutta l&#8217;Isola. È quella di una &#8216;generazione&#8217; che vorrebbe costruire qui il proprio futuro lavorativo ed esistenziale cercando però di cambiare il contesto: rendendolo più dinamico, vivace, vicino alle situazioni che si vivono in altre città italiane o all&#8217;estero, cercando di mettere a frutto le competenze acquisite qui o altrove, attraverso lo studio e il lavoro, nella speranza di rendere l&#8217;Isola uno spazio su cui scommettere e investire. La cultura – intesa in senso molto ampio – è uno dei terreni privilegiati su cui si giocano le chance di futuro per la Sardegna. “Ad Alghero c&#8217;è una fortissima necessità di offerta culturale e i giovani, che ormai vivono lì tutto l&#8217;anno, hanno bisogno di punti di riferimento in tal senso. Di luoghi dove potersi confrontare per crescere”.</p>
<p>Del resto puntare sulla cultura è un modo per pensare al futuro, attraverso la fertilizzazione del terreno nel presente, mettendo in circolo di idee e progetti che – all&#8217;interno di un ambiente dinamico e creativo – possono dare i loro frutti. Non è un caso se a livello nazionale i bandi dedicati alle start up culturali sono sempre più numerosi e i ragazzi di LabCo hanno presentato il loro progetto a Culturability, promosso dalla fondazione Unipolis, che mette in palio una somma di denaro per favorire la nascita di nuove imprese culturali attraverso una prima fase di selezione dei progetti ed una seconda fase in cui si lavora alla predisposizione di un business plan. Greetings from Alghero di LabCo è stato selezionato per la seconda fase ed entro ottobre verranno decretati i vincitori dei finanziamenti.</p>
<p>Per approfondire i dettagli del progetto: <a href="http://issuu.com/lab_co_alghero/docs/quaderno_01">qui</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lollove.com/2013/06/labco-una-fabbrica-della-creativita-per-alghero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Here I Stay Festival: salta l&#8217;edizione 2013</title>
		<link>http://www.lollove.com/2013/06/here-i-stay-festival-salta-ledizione-2013/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=here-i-stay-festival-salta-ledizione-2013</link>
		<comments>http://www.lollove.com/2013/06/here-i-stay-festival-salta-ledizione-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 15:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lollove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lollove]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Arbus]]></category>
		<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[fest]]></category>
		<category><![CDATA[Here I Stay]]></category>
		<category><![CDATA[Here I Stay Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Live]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Piscinas]]></category>
		<category><![CDATA[Rock]]></category>
		<category><![CDATA[Sleepwalkers]]></category>
		<category><![CDATA[Sperimentazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lollove.com/?p=3050</guid>
		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno l&#8217;Here I Stay Festival avrebbe compiuto otto anni, ma i ragazzi dell&#8217;associazione hanno deciso di fermarsi: il festival di musica indipendente salta dopo alcuni anni di difficoltà, iniziate con l&#8217;annullamento dell&#8217;edizione 2011 &#8211; ad opera del comune di Arbus &#8211; a due soli giorni dall&#8217;inizio.  di Redazione Lollove La notizia secca: quest&#8217;anno niente Here [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quest&#8217;anno l&#8217;Here I Stay Festival avrebbe compiuto otto anni, ma i ragazzi dell&#8217;associazione hanno deciso di fermarsi: il festival di musica indipendente salta dopo alcuni anni di difficoltà, iniziate con l&#8217;annullamento dell&#8217;edizione 2011 &#8211; ad opera del comune di Arbus &#8211; a due soli giorni dall&#8217;inizio. </strong></p>
<p><em><strong>di Redazione Lollove</strong></em></p>
<p>La notizia secca: quest&#8217;anno niente Here I Stay Festival. L&#8217;edizione 2013 non si farà e l&#8217;esperienza del festival si interrompe qui, per un anno almeno. Una pausa di riflessione in attesa di recuperare motivazioni ed energie e nella speranza che arrivino tempi migliori. Una brutta notizia, perché l&#8217;Here I Stay ha rappresentato uno dei momenti topici della musica live in Sardegna. Con band da tutto il mondo, scelte pescando tra il meglio della scena indipendente rock, sperimentale ed elettronica, con una visione musicale forte che non è mai voluta scendere a compromessi. L&#8217;His si ferma a causa delle difficoltà incontrate negli ultimi due anni, a partire dall&#8217;annullamento dell&#8217;edizione del 2011 a due giorni dall&#8217;inizio dell&#8217;evento, che ha letteralmente tagliato le gambe all&#8217;associazione. Composta da ragazzi intorno ai trent&#8217;anni che hanno tirato su il festival dal nulla, senza nessun finanziamento pubblico e basandosi sempre e solo sulle proprie forze e sul proprio entusiasmo.</p>
<p>La prima edizione dell&#8217;Here I Stay risale al 2006, anno di nascita dell&#8217;omonima etichetta discografica fondata per pubblicare i dischi di alcune band sarde di grande talento – Golfclvb, June, Vanvera, Trees of Mint, Plasma Expander – che ancora non avevano avuto uno sbocco discografico per i loro album. All&#8217;inizio il festival è nato come spazio dove mettere in relazione le band sarde del giro His con quelle nazionali e internazionali, nella cornice dello Sleepwalkers Club di Guspini. Ben presto però l&#8217;ambizione è diventata un&#8217;altra: quella di creare qui, nell&#8217;isola, un evento di rilevanza internazionale. Un punto di riferimento nel Mediterraneo dove far suonare le migliori band in circolazione e far arrivare in Sardegna ragazzi da tutto il mondo: grazie alla musica, certo, ma anche grazie alle bellezze ambientali e paesaggistiche dell&#8217;Isola. Ecco perché il festival ha sempre dedicato una fortissima attenzione non solo alla scelta della line-up, ma anche alle location: vicine al mare, immerse nel verde, tra gli alberi e la natura. Un&#8217;esperienza di festival che ha combinato musica e paesaggio, all&#8217;interno di una cornice quasi &#8216;comunitaria&#8217; dove band, staff e pubblico si divertivano insieme senza nessuno steccato, in uno spirito informale di assoluta condivisione.</p>
<p>Il 2011 è stato l&#8217;annus horribilis dell&#8217;Here I Stay, quando il festival venne annullato a due giorni dall&#8217;inizio da una decisione del comune di Arbus che avrebbe dovuto ospitare quell&#8217;edizione. Quello sarebbe dovuto essere l&#8217;anno della svolta: una nuova location più spaziosa (il Pozzo Gal, a due passi da Piscinas), una line-up più ambiziosa. I b&amp;b della zona erano tutti occupati e numerosi ragazzi avevano prenotato traghetti e voli per arrivare in Sardegna in occasione del festival. L&#8217;annullamento ha lasciato Here I Stay in una situazione economica difficile, parzialmente recuperata grazie all&#8217;affetto e al sostegno concreto del pubblico. Però quella situazione ha lasciato il segno, perché lavorare per mesi per costruire un festival che poi viene annullato a due giorni dall&#8217;inizio è una cosa in grado di piegare la volontà anche degli spiriti più tenaci. Nonostante questo Here I Stay ci ha provato di nuovo, l&#8217;anno successivo: ma partendo economicamente da zero (un po&#8217; meno di zero), con tutte le difficoltà del caso. L&#8217;edizione del 2012 è stata musicalmente bella ma non è riuscita a ribaltare la situazione di difficoltà dell&#8217;associazione: lo zoccolo duro di affezionati sardi non basta e per poter garantire l&#8217;esistenza di un festival simile l&#8217;arrivo di ragazzi da tutta Europa è fondamentale. Ma non si può fare se mancano i soldi da investire in promozione e in una line-up più ambiziosa. Soldi che ci sarebbero stati se l&#8217;edizione del 2011 non fosse stata annullata.</p>
<p>“L&#8217;unica via da seguire sarebbe quella di affidarci agli aiuti delle amministrazioni pubbliche”, scrivono i ragazzi di His, “che però in questi anni non hanno mai dimostrato di credere nel nostro progetto (a parte in qualche rarissimo caso), offrendoci una piccolissima parte del loro tempo e cercando il più possibile di togliersi ogni responsabilità dall&#8217;organizzazione e gestione dell&#8217;evento. Con le sole nostre forze per anni abbiamo portato turismo e ricchezza nei territori che ci hanno ospitato, all&#8217;interno del festival non ci sono mai state manifestazioni di violenza o maleducazione, abbiamo sempre avuto un pubblico stupendo che ogni anno ha capito cosa stava creando insieme a noi, ma ora questo non è più sufficiente per permetterci di andare avanti”.</p>
<p>(foto Nicola Massa)</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/n424Egl86RU" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lollove.com/2013/06/here-i-stay-festival-salta-ledizione-2013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8216;Cagliari Unofficial&#8217;, La nuova guida che racconta la città</title>
		<link>http://www.lollove.com/2013/05/cagliari-unofficial-la-nuova-guida-che-racconta-la-citta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cagliari-unofficial-la-nuova-guida-che-racconta-la-citta</link>
		<comments>http://www.lollove.com/2013/05/cagliari-unofficial-la-nuova-guida-che-racconta-la-citta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 09:19:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lollove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lollove]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari Unofficial Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Crisa]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Lixia]]></category>
		<category><![CDATA[Gioventù in Azione]]></category>
		<category><![CDATA[La Fille Bertha]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Licciardi]]></category>
		<category><![CDATA[Manu Invisible]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Deiana]]></category>
		<category><![CDATA[Tellas]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ufoe]]></category>
		<category><![CDATA[Youth in Action]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lollove.com/?p=3029</guid>
		<description><![CDATA[Cagliari Unofficial Guide è la guida di Cagliari che verrà presentata al pubblico domani all&#8217;Hostel Marina. Un progetto finanziato dall&#8217;UE che ha premiato la creatività di un team che racconta la città a un target giovane di visitatori, con un format innovativo e non convenzionale. di Redazione Lollove Cagliari Unofficial Guide non è solo una nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cagliari Unofficial Guide è la guida di Cagliari che verrà presentata al pubblico domani all&#8217;Hostel Marina. Un progetto finanziato dall&#8217;UE che ha premiato la creatività di un team che racconta la città a un target giovane di visitatori, con un format innovativo e non convenzionale.</strong></p>
<p><strong><em>di Redazione Lollove</em></strong></p>
<p>Cagliari Unofficial Guide non è solo una nuova guida sulla città, ma è un modo diverso di pensare Cagliari e di raccontarla. Attraverso luoghi e percorsi urbani non convenzionali, questa nuova guida consegna al visitatore un catalogo sintetico della contemporaneità nel capoluogo, spaziando dalla architettura, alle arti, la musica, l’enogastronomia, fino ad alcuni dei ritrovi più vivaci della sua vita notturna.<br />
A caratterizzare questa nuova guida è anzitutto il suo format innovativo, che si rivolge in particolare a un target giovane e utilizza sapientemente gli strumenti della rete: non soltanto una versione cartacea in 5000 copie reperibili gratuitamente nei punti focali della città, ma anche una veste tutta multimediale, che si articola in un <strong><a href="www.cagliariunofficial.com" target="_blank">sito web</a></strong>, una <strong><a href="https://www.facebook.com/CagliariUnofficialGuide?fref=ts" target="_blank">pagina Facebook</a></strong>, e un account su <strong>Twitter</strong> e<strong> Instagram</strong> (Cagliariunofficialguide). Il tutto rigorosamente in due lingue: italiano e inglese.</p>
<p>Quartieri, locali, negozi, suggerimenti enogastronomici, su Cagliari Unofficial Guide, diventano uno spunto per far conoscere le realtà metropolitane da un punto di vista “giovane”, in linea con il background degli autori: Enrico Lixia e Luca Licciardi, già ben noti ai lettori di Lollove Mag, si sono occupati, rispettivamente, del progetto editoriale e della veste grafica, insieme a Simone Deiana, che ha assistito il team in virtù della sua consolidata esperienza nel campo del graphic design. Infine, Valentino Congia ha aggiunto delle competenze specifiche nell’ambito della fotografia, curando le immagini che accompagnano i testi. Perché Cagliari Unofficial Guide è anche l’esperimento riuscito di un gruppo di giovani che hanno riunito le proprie competenze specifiche in una iniziativa premiata dall’Unione Europea col massimo delle risorse previste dal programma Gioventù in Azione, che sostiene i migliori progetti di creatività proposti da giovani sotto i trent’anni con allocazioni fino a un massimo di 7000 euro.</p>
<p>Quanto ai temi trattati, Cagliari Unofficial Guide si caratterizza per degli approfondimenti originali su alcune realtà urbane, tra cui ad esempio quella della street art. Alcuni degli artisti più noti del circuito cagliaritano, come Crisa, La Fille Bertha, Manu Invisible, Tellas, Ufoe, hanno dedicato ai lettori una loro opera inedita, contestualizzata all’interno della guida con una breve biografia. Gli autori di Cagliari Unofficial Guide spiegano che l&#8217;intento è comunicare molto da vicino coi visitatori che amano le discipline ‘da strada’ e che, in questo modo, potranno riconoscere più facilmente l’autore di un’opera che hanno visto su un muro in città. Sfogliando le pagine della guida si trovano poi spazi cittadini che si occupano in vario modo di arte, fotografia, grafica e mostre, raccontati con un linguaggio immediato e un forte potere evocativo delle immagini, così da non svelare troppo di una città che Cagliari Unofficial Guide invita a scoprire quasi intimamente.</p>
<p><strong>Cagliari Unofficial Guide verrà presentata al pubblico domani, venerdì 31 maggio, dalle ore 19:30, nella sala congressi dell&#8217;Hotel Marina, Scalette San Sepolcro 2, a Cagliari.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lollove.com/2013/05/cagliari-unofficial-la-nuova-guida-che-racconta-la-citta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un safari urbano con Ufoe, tra street art e graffiti &#8216;analogici&#8217;</title>
		<link>http://www.lollove.com/2013/05/un-safari-urbano-con-ufoe-tra-street-art-e-graffiti-analogici/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-safari-urbano-con-ufoe-tra-street-art-e-graffiti-analogici</link>
		<comments>http://www.lollove.com/2013/05/un-safari-urbano-con-ufoe-tra-street-art-e-graffiti-analogici/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 09:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lollove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Lollove]]></category>
		<category><![CDATA[Back in the days]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Graffiti]]></category>
		<category><![CDATA[Molentargius]]></category>
		<category><![CDATA[murales]]></category>
		<category><![CDATA[Saline]]></category>
		<category><![CDATA[Street art]]></category>
		<category><![CDATA[Tatuaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Ufoe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lollove.com/?p=3022</guid>
		<description><![CDATA[Protagonista della terza puntata della video rubrica “Unofficial People” è UFOE, writer e street artist attivo a Cagliari da metà degli anni ’90. Le immagini lo mostrano in azione e svelano alcune delle sue produzioni più recenti. E con le parole torna indietro nel tempo, raccontando la sua carriera fin dalle origini. di Enrico Lixia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Protagonista della terza puntata della video rubrica “Unofficial People” è UFOE, writer e street artist attivo a Cagliari da metà degli anni ’90. Le immagini lo mostrano in azione e svelano alcune delle sue produzioni più recenti. E con le parole torna indietro nel tempo, raccontando la sua carriera fin dalle origini.</strong></p>
<p><em><strong>di Enrico Lixia</strong></em><br />
<em><strong> video di Giado</strong></em></p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/lokI8glvvMU" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center></p>
<p>E’ un’assolata domenica mattina di metà maggio quando UFOE si lascia intervistare e riprendere in azione. Lo abbiamo scelto perché incuriositi dalla sua multiforme personalità artistica: tatuatore, street artist e writer attivo sulle strade da molti anni. Il suo nome è uno dei più in vista in città, le sue lettere colpiscono per le loro grandi dimensioni e la solidità dei tratti. I suoi pezzi prendono vita su differenti habitat urbani: dai palazzi del centro a quelli periferici, dalle serrande dei quartieri storici ai sottopassaggi nascosti fino ad arrivare agli edifici abbandonati sconosciuti ai più. Dopo le linee, con la loro armonia, sono le colorazioni il punto forte di UFOE: gioca con le tinte dando loro uno stacco netto, non è amante delle sfumature. Oltre al classico bianco e nero tracciato con la pertica, quando usa gli spray – che non abbandonerà mai – UFOE si contraddistingue per una sensibilità che ricorda quella dei primi writer americani della fine anni ’70. I suoi sono graffiti “grezzi”, ma in realtà si presentano così solo all’apparenza. Dietro c’è una precisa volontà: assecondare una necessità di espressione primitiva ed essenziale. Sono dipinti con vernici acriliche &#8211; non particolarmente all’avanguardia nel campo della tecnica &#8211; capaci di ricreare un effetto e una sensazione romantica da “back in the days”, paragonabili a quelli di uno scatto effettuato con un’ormai “superata” macchina fotografica analogica.</p>
<p>Insieme al percorso legato ai graffiti, UFOE ne porta avanti, parallelamente, un altro incentrato sulla street art. Nel video lo si vede intento a realizzare uno dei suoi ultimi lavori: il primo di una serie di volti umani ritratti di profilo. Visi riempiti in maniera astratta con macchie di colore che non seguono una logica precisa, ma si limitano ad assecondare l’equilibrio visivo dell’artista e dell’osservatore. Finite le riprese lungo la pista ciclabile che porta alle Saline di Molentargius, saliamo in macchina lasciandoci guidare lungo un “safari urbano retrospettivo” alla scoperta di alcune delle sue ultime produzioni. L’indomani faremo lo stesso. Il risultato è un breve racconto che, attraverso immagini – che si riferiscono solo ai momenti più recenti della sua carriera, dall’autunno 2012 a oggi – e parole, vi consentirà di vederlo in azione e conoscerne la storia. Senza, però, riuscire a saperne mai troppo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lollove.com/2013/05/un-safari-urbano-con-ufoe-tra-street-art-e-graffiti-analogici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Peter Marcias, il cinema sardo riflette sui cambiamenti sociali</title>
		<link>http://www.lollove.com/2013/05/peter-marcias-il-cinema-sardo-riflette-sui-cambiamenti-sociali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=peter-marcias-il-cinema-sardo-riflette-sui-cambiamenti-sociali</link>
		<comments>http://www.lollove.com/2013/05/peter-marcias-il-cinema-sardo-riflette-sui-cambiamenti-sociali/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 09:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lollove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Lollove]]></category>
		<category><![CDATA[Campo nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[Dimmi che destino avrò]]></category>
		<category><![CDATA[Eric Neveux]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Loy]]></category>
		<category><![CDATA[Luli Bitri]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Marcias]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Torino Film Festival]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lollove.com/?p=3017</guid>
		<description><![CDATA[“Dimmi che destino avrò”, l&#8217;ultimo lavoro del regista sardo Peter Marcias, oltre che numerosi riconoscimenti nazionali, ha raggiunto quasi 35.000 spettatori tra sala e web. Qualche riflessione con l&#8217;autore, a partire dalle storie di cambiamento sociale che il giovane regista ha raccontato nel film. di Simona Durzu Durante una visita effettuata in Italia nel maggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Dimmi che destino avrò”, l&#8217;ultimo lavoro del regista sardo Peter Marcias, oltre che numerosi riconoscimenti nazionali, ha raggiunto quasi 35.000 spettatori tra sala e web. Qualche riflessione con l&#8217;autore, a partire dalle storie di cambiamento sociale che il giovane regista ha raccontato nel film.</strong></p>
<p><em><strong>di Simona Durzu</strong></em></p>
<p>Durante una visita effettuata in Italia nel maggio 2011, l&#8217;ex Commissario per i diritti umani del Consiglio d&#8217;Europa Thomas Hammarberg ha dichiarato che “L&#8217;Italia deve rispettare di più i diritti umani di Rom e migranti”, esternando una forte preoccupazione per il linguaggio razzista e xenofobo utilizzato spesso da politici e mezzi di comunicazione, tra cui anzitutto web e stampa, su cui sempre più spesso compaiono espressioni come “criminali” e “clandestini”. Anche se la maggioranza degli adolescenti di origine straniera – rivela una indagine condotta da Lorien Consulting e <a href="(http://www.unicef.it/doc/4257/facce-ditalia-condizione-e-prospettive-dei-minorenni-di-origine-straniera.htm ">Unicef </a>- valuta in maniera positiva il proprio vissuto in Italia, emerge con chiarezza che la difesa dei loro diritti dovrà passare per i mezzi di comunicazione, e non soltanto per i tavoli istituzionali. In questo scenario, “Dimmi che destino avrò”, del giovane regista <a href="http://www.cinemaitaliano.info/pers/004580/peter-marcias.html">Peter Marcias</a> si rivela un esempio brillante di come il cinema possa ancora dare spazio a un&#8217;Italia che non viene raccontata. <a href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/12/19/news/dimmi_che_destino_avro-48948168/">Selezionato da Repubblica.it</a> per il suo streaming natalizio, è attualmente in tour fra festival europei e sale italiane, e mostra un punto di vista che vale la pena condividere coi lettori di Lollove.</p>
<p>Alina, ragazza Rom che da anni vive a Parigi, si ritrova a dover abbandonare la sua nuova dimensione per far ritorno al campo di Cagliari, dove suo fratello è scomparso lasciando dietro di sé una delicata vicenda giudiziaria.<br />
Ritrovare le sue origini, e allo stesso tempo aprire un confronto dai risvolti inaspettati con Giampaolo Esposito, il commissario incaricato del caso, la porterà a rimettere in discussione il suo percorso di vita e la sua vera identità. Dopo il primo riconoscimento ufficiale con la proiezione al Torino Film Festival &#8211; sezione Festa Mobile, “Dimmi che destino avrò” non ha smesso di raccogliere consensi: dal premio per la migliore attrice (l’albanese Luli Bitri) e per la migliore colonna sonora (<a href="http://www.ericneveux.com/">Eric Neveux</a>) al Festival del cinema di Busto Arstizio e il premio delle scuole del cinema al Festiva di Como, fino al patrocinio dell&#8217;Unicef in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dell&#8217;Infanzia.</p>
<p>Il film, sceneggiato da <a href="http://www.tedxviatirso.com/gianni-loy/">Gianni Loy</a> e diretto da Peter Marcias, tratta tematiche già note nel percorso artistico del regista: diritti dell&#8217;infanzia e omosessualità. Quando gli viene chiesto se raccontare la diversità possa offrire un contributo contro i processi di discriminazione ancora in atto, Marcias non è convinto che il racconto cinematografico possa favorire la conoscenza o un cambiamento in meglio. Crede soltanto che stuzzichi almeno la coscienza, verso una nuova direzione: “La mente elabora lentamente. Io faccio il regista e mi piace raccontare queste storie, che filtrano dai miei occhi”. In “Dimmi che destino avrò”, la diversità perde la sua accezione negativa nel confronto fra percorsi di vita e nell&#8217;incontro fra un uomo e una donna, più comune ma non per questo meno complesso. Questo cambiamento di prospettive avviene soprattutto grazie alla tecnica narrativa utilizzata: durante il film, lo spettatore attraversa momenti di quotidianità, quasi delle istantanee “rubate” alla vita del campo che lentamente lo portano a sentirsi parte dello stesso, senza perdere la loro carica narrativa e poetica.</p>
<p>Ottenere un&#8217;unione felice fra documentario e realismo magico è stato molto complesso: “Ho lavorato ad una preparazione lunghissima, nonostante le chiare idee di sceneggiatura di Gianni Loy. Un film come questo ha bisogna prima di chiarificazioni personali che il regista deve avere nei confronti della messa in scena. Insomma mesi e mesi a discutere per trovare il momento giusto. Nello stesso tempo i volti sono importanti, “parlano” senza parlare. Mi ha aiutato l’ottimo cast tecnico artistico sintonizzato con me. Il cinema si fa tutti insieme, i bei film si fanno tutti insieme, idem i brutti film”. Nonostante venga definito come uno dei migliori talenti isolani, Marcias ha più volte dimostrato la capacità di allontanarsi dai cliché narrativi del cinema sardo. Nei suoi film non si incontrano storie di quartiere e piccola criminalità, ma i volti nascosti del territorio, portando alla luce i cambiamenti sociali che non trovano posto nell&#8217;agenda dei mezzi di comunicazione. In un&#8217;intervista ha dichiarato di aver ripreso a girare in Sardegna solo perché fortemente interessato alla collaborazione con Gianni Loy: perché? È necessario lasciare l&#8217;isola per potersi allontanare dai suoi stereotipi culturali? “La nostra terra è molto difficile da “gestire”. Gli aiuti per il cinema sono assai limitati, purtroppo poi i film che parlano di cambiamenti sociali vengono snobbati. Ma io continuo il percorso con il cinema che mi piace. Ho comunque tanta stima per i colleghi che affrontano tematiche legate al territorio. Io ho lasciato la Sardegna a vent’anni: porto nel cuore e nella mente le tradizioni, la lingua, i modi di essere della nostra terra, ma nello stesso tempo a volte preferisco non esserci. Insomma sono “nomade” come la comunità Rom, che mi ha insegnato tante cose. Grazie alla distribuzione <a href="http://www.rbcasting.com/altri-articoli/2012/10/26/la-pablo-di-gianluca-arcopinto-ritorna-sul-mercato-della-distribuzione-indipendente/">Pablo di Arcopinto</a> abbiamo raggiunto quasi 35.000 spettatori, tra sala e internet su Repubblica.it. Insomma, non avrei immaginato le vedessero così tante persone, soprattutto in questi tempi di crisi. Mi piacerebbe ringraziarli uno per uno, compresi quelli che non hanno gradito il film”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lollove.com/2013/05/peter-marcias-il-cinema-sardo-riflette-sui-cambiamenti-sociali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
