Da borgo medievale a spazio mediatico, nasce Lollove Mag
Questo editoriale nasce su un google.docs.
Quattro mani si muovono sulla tastiera nello stesso momento ma da due diversi punti d’Europa. Certo sarebbe diverso se fossimo seduti a un tavolino, mille sigarette, una birra e il mare. Come il giorno in cui tutto questo ha avuto inizio. Un pomeriggio piovoso di inizio gennaio, in uno dei pochissimi baretti superstiti sul lungomare di Cagliari.
Ragionavamo sul progetto di uno spazio mediatico libero e plurale. Un network di esperienze, visioni e idee aperto ai contributi liberi di tanti giovani sardi che scrivono, suonano, creano, sperimentano, ricercano e immaginano.
Lo chiamiamo Lollove? E intanto le idee diventano appunti su un ritaglio di carta di fortuna. Idee che nascono dal potere evocativo di un luogo fuori dal tempo, Lollove, una piccola frazione del comune di Nuoro, popolato ormai solo da poche persone.
Il nome è arrivato subito, ma solo col tempo ci siamo convinti che fosse quello giusto. Nell’immaginario del progetto, Lollove è diventato un luogo potentemente evocativo, carico di significati letti in filigrana, un filtro attraverso il quale guardare ai problemi e alle potenzialità della Sardegna. Un filtro ambivalente. Positivo e negativo insieme.
È suggestivo che esistano ancora luoghi come Lollove, una sorta di riserva naturale della vita nell’Isola. Un paese carico di fascino ma allo stesso tempo privo di futuro.
Un luogo che ritrae, estremizzandolo, un fenomeno in atto in Sardegna da molti anni: lo spopolamento delle zone dell’interno e l’invecchiamento progressivo della popolazione. Comunità di giovani sardi in esodo e un numero di pensionati che supera quello dei lavoratori. Poche opportunità per chi decide di restare e previsioni fosche di spopolamento negli anni a venire. Uno smottamento sociale ed economico già in atto. Ma non irreversibile.
Così, proprio il luogo dove non c’è quasi niente al di là del respiro lungo di una vita che è più vicina alla storia nuragica che non a quella della postmodernità delle società occidentali, parafrasando Giulio Angioni, diventa il punto di partenza per immaginare nuove vie possibili per la Sardegna. Valorizzando il buono che c’è e stimolando il dibattito su quello che si può migliorare, attraverso un piccolo contenitore di idee, fermenti, storie e progetti che vengono da chi in Sardegna ha deciso di restare e chi di andare via senza rinunciare al legame con la propria terra.
Un blog aperto e plurale di giovani giornalisti, fotografi, artisti, scrittori, musicisti, critici, architetti, illustratori, fumettisti, designer ed esperti di aree di studio specifiche. Con l’obbiettivo di portare i migliori contributi all’interno di un magazine cartaceo che potrebbe prendere vita già entro l’estate.
Lollove, inoltre, ha un’ambizione. Quella di proporre delle narrazioni diverse rispetto a quelle già consolidate all’interno dell’ecosistema mediatico sardo. Seguendo le inclinazioni che vengono dalla curiosità di chi scrive, in modo libero e creativo.
Lollove, dopotutto, è un cantiere aperto. Che si alimenta con l’entusiasmo e con la fantasia.
Andrea Tramonte e Carlotta Comparetti



bene ti seguirò senza dubbio
saludos
In bocca al lupo! Vi seguirò ..
Molto interessante!Ottima idea,Lollove è una fucina di emozioni….in bocca al lupo ragazzi!!!!
Ragazzi, io scrivo di Medioevo, in viaggio tra Italia, Francia e Spagna. Questo spazio comune in un luogo immaginario e non, mi intriga molto. Non so se sarò in grado di produrre qualcosa per voi ma la tentazione è forte, tra un articolo scientifico e l’altro.
Di sicuro vi seguirò con interesse e già da ora metto il sito tra i miei segnalibri.